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>> FINALMENTE, UN LIBRO ESAUSTIVO SULLA DISCO MUSIC

La DISCO MUSIC ha lasciato un solco profondo nella storia della musica contemporanea, sia per “qualità” che per “quantità” (otre settantamila titoli nell’arco di un decennio). In verità, all’inizio degli anni '70, accadde qualcosa che ha modificato in maniera irreversibile il modo di intendere e fruire i “prodotti musicali destinati alle piste da ballo”. Il nuovo stile, infatti, non era solo un ballo o uno specifico genere di musica, ma diventò, ben presto, uno variegato microcosmo legato ad un preciso modo d’interpretare la vita ed il consumo di tempo libero, di vestirsi, di atteggiarsi; soprattutto, per la prima volta, questa “nuova liturgia del movimento” si consumava con collettiva ritualità in dei veri e propri templi della danza e del divertimento denominati “discoteche”. Continua

 

>>> LA MUSICA NELL'ERA DEL SESTO SENSO

Nell’era del  “tutto gratis, in apparenza”, nei meandri della rete, dove sembrerebbe che sia stato detto tutto o il contrario di tutto, ci siamo accorti che c’era e una falla, una sorta di buco dell’ozono nella credibilità di molti siti che trattano di argomenti musicali o presunti tali, dove, sovente, è difficile scorgere la differenza tra professionismo ed improvvisazione: Qualcuno obietterà: questa è la caratteristica di internet! Siamo favorevoli ai blogs, all’open-source, alla circolazione delle idee e del libero pensiero, alfieri, quali siamo, di una convinzione, largamente diffusa a vari livelli, che chiunque debba e possa scrivere qualcosa, aprire i rubinetti del proprio sapere: l’importante è che tutto ciò sia fatto con dovizia di particolari e con argomentazioni esaustive, evitando...  Continua  

>>> FRATELLO BIANCO, FRATELLO NERO!

Parlando di “disco-muisic”, nell’accezione più larga del termine, appare chiaro, ed universalmente acclarato, che il fenomeno abbia essenzialmente la “pelle d’ebano”. Al principio la “musica da discoteca” era essenzialmente “roba da neri”, gente per natura abituata a muoversi ed agitarsi a suon di note. Tutto ciò che, all’inizio degli anni ’70, finiva in pasto ai frequentatori delle sale da ballo consisteva in uno strano miscuglio di “soul rinfrescato”, dove le componenti ritmiche cominciavano ad essere più dilatate ed ossessive, mentre i testi, abbandonata “la lamentosa poetica nera” del travaglio interiore e del disagio sociale, cominciavano ad inneggiare al divertimento collettivo fatto di movenze con argomento a piacere, all’interno di un quadrato o di un tondo...  Continua

>> DAL GELOSINO ALL’I-POD: MORTE E RESURREZIONE DEL VINILE!

Che gli umani siano stati sempre affascinati dall’atto di poter “catturare e rinchiudere” i suoni, le voci, le musiche, i rumori all’interno di un “marchingegno” in grado, a sua volta, di poterli riprodurre all’infinito, rientra nel naturale desiderio di conservare ed  archiviare. Se nei secoli passati, l’umanità avesse avuto a disposizione talune strumentazioni, oggi potremmo “riascoltare, ancora vivo” il genio di chissà quali grandi artisti: una personale esecuzione di Mozart o di Beethoven; magari la scialba interpretazione di Nerone, intento a fare un barbecue. A partire dai primi anni del ‘900, il mondo ha cominciato ad avere il privilegio di poter riascoltare “in differita” il frutto dell’umano ingegno canoro e musicale, dapprima, attraverso rudimentali archibugi, in seguito, grazie ad apparecchiature, sempre più calibrate e precise, in grado di riprodurre il suono con una qualità quasi prossima alla perfezione....Continua

 
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